Il microcosmo che fugge se stesso

 

Una giornata scientifica dedicata al dopo Evoluzionismo  

 

Stefano Serafini   

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Organizzato dall�Associazione Internazionale �Il Cenacolo� (ONG dell�ONU) in collaborazione col Centro Internazionale di Comparazione e Sintesi ha avuto luogo il 9 maggio scorso (1999) al Centro congressi �il Cenacolo� nel reatino la Giornata scientifica �Evoluzione, Scienza, Cultura. Nuove e vecchie teorie sull�evoluzione biologica e le influenze sociali sulla scienza�. Hanno partecipato alla discussione il genetista Giuseppe Sermonti, il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, Mons. Marcelo S�nchez, il direttore del CICS Francesco Mercadante, l�immunofarmacologo Giovanni Monastra e l�epistemologo Stefano Serafini.

Un centinaio fra insegnanti, ricercatori e studenti hanno ascoltato con attenzione il Prof. Giuseppe Sermonti, famoso per le sue scoperte di genetica dei microrganismi nonch� per le posizioni anti-scientiste e direttore della prima rivista biologica italiana (Rivista di Biologia), presentare il suo ultimo libro: Dimenticare Darwin. Ombre sull�evoluzione appena edito da Rusconi. �Io mi indigno quando vedo che ancora nei libri di scuola si insegna la menzogna formidabile dell�uomo evolutosi dalla scimmia� dice Sermonti. �Ormai � accertato da tempo sia dai reperti paleontologici che dal radiocarbonio che gli �scimmioni� di cui saremmo figli sono molto meno antichi  - e di milioni di anni -  dell�uomo.

Ma anche morfologicamente l�uomo � creatura primigenia, e la scimmia un epigono specializzato. Non mi offendo solo per la terribile scorrettezza scientifica, ma perch� dietro questa menzogna sistematicamente propalata c�� un sistema di potere che non si d� pena alcuna di spezzare la dignit� della persona umana. Qual � la differenza? L�uomo figlio della scimmia deve sempre fuggire se stesso, farsi sempre pi� sofisticato per allontanarsi dalla tara bestiale, violenta, imperfetta che lo avrebbe originato e che starebbe dentro di lui. Se invece l�uomo � figlio di Adamo non deve fuggire, ma ricercare se stesso, perch� dentro di s� ha il modello archetipale, la forma originaria.

L�uomo nel suo innato � buono.� �Io sono convinto, e i dati scientifici mi sostengono�, prosegue il professore �che l�uomo sia apparso sulla terra d�un balzo, un evento morfologico che � l�unico a poter giustificare le strutture altamente complesse di cui � costituito. Non posso accettare che, come per es. parrebbe implicare la lettera sull�argomento di Giovanni Paolo II, la materia bruta si sia man mano approssimata al corpo del Cristo per poi ricevere d�un colpo l�anima creata da Dio. Come avrebbe potuto esserci un cervello umano, pur �quasi� perfetto, senza il pensiero?�. �Il fatto � che a dire queste cose se ne passano di tutti colori, come � successo a me.

Un mio collega giapponese mi ha detto che condivide esattamente le mie tesi, ma non le insegna, perch� desidera che i suoi allievi facciano carriera.� Il Dott. Monastra rincara la dose ricordando le vergognose campagne diffamatorie lanciate negli anni �70 contro Sermonti da quegli stessi baronati accademici, corteggiati da giornalisti compiacenti, che gli impedirono di approdare, dopo la cattedra di Palermo e quella di Perugia, all�Universit� di Roma. A sentire i relatori il clima starebbe lentamente cambiando: sempre pi� sono infatti gli studiosi che attaccano apertamente il dogma neodarwiniano, sia su base epistemologica (Popper) che strettamente scientifica e teorica.

Fra questi, il pi� grande citogenetista del mondo: Antonio Lima-de-Faria, emerito dell�Universit� di Lund, membro delle pi� prestigiose accademie scientifiche fra cui l�italica Accademia dei Lincei e autore di poderosi manuali di citogenetica molecolare considerati delle �bibbie� per gli addetti ai lavori. Il suo libro Evolution without Selection (Evoluzione senza Selezione, Elsevier, Amsterdam-New York-Oxford) sta finalmente per venire tradotto anche in italiano dopo gli enormi successi nell�edizione originaria inglese (esaurita), russa e giapponese. Perch� cos� in ritardo, patria nostra?

Il Dott. Stefano Serafini, curatore della traduzione, spiega nella sua relazione della brutale accoglienza ideologica riservata al grande scienziato invitato in Italia da Sermonti dieci anni fa: attaccato oltre ogni nozione di causa durante le sue conferenze da incompetenti senza nome, che non avevano neanche letto l�opera. Nonostante Lima-de-Faria sia un materialista convinto, la sua impeccabile distruzione teorica del darwinismo condotta per 370 pagine fittissime, risulta inquietante per i pasdaran del regime accademico. La visione di Lima-de-Faria, come ha ricordato Sermonti che ne � grande amico e che cura la supervisione dell�edizione italiana, ha una grandiosit� cosmica: spazzato via il concetto di �selezione naturale� come un mito senza fondamento scientifico, sostiene che tutto � collegato nell�universo, e che prima dell�evoluzione biologica sono esistite un�evoluzione molecolare, chimica e minerale.

La vita ha soltanto colonizzato delle forme e delle funzioni gi� preesistenti e indipendenti da quei geni che lui ha studiato per tutta la vita fino a divenirne una delle massime autorit� viventi. Non � dunque un caso se la spirale equiangolare su cui si disegna la conchiglia del Nautilus o quella della chiocciolina � identica (�omologa�) a quella della grande galassia, o se la ramificazione delle radici della quercia riproduce quella delle cellule del cervello umano. �Credo che una definizione della vita sia l�autosimiliarit� dice Sermonti �Da una sola cellula si pu� riprodurre l�intera pianta da cui � stata prelevata. Nella vita la pi� piccola parte contiene in s� il tutto, il microcosmo riflette il macrocosmo: in un filo d�erba c�� l�universo intero con tutta la sua infinita maest�.

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